Riccioli d’oro e i Tre Orsi

Riccioli d’oro e i Tre Orsi conosciuta anche con il nomeLa storia dei tre orsi” è una favola per bambini, una delle più popolari in lingua inglese.

Riccioli d'oro e i Tre Orsi

La favola fu messa per la prima volta su carta dal poeta inglese Robert Southey e pubblicata nel 1837. Lo stesso anno, lo scrittore George Nicol ne pubblicò una versione in rime sulla base del racconto in prosa di Southey e in entrambe le versioni raccontano di tre orsi e di una anziana signora che entra nella loro proprietà.

In realtà la storia dei tre orsi era in circolazione molto prima della pubblicazione della versione di Southey. Nel 1831, per esempio, Eleanor Mure regalò al nipote per il suo compleanno un libretto su tre orsi realizzato a mano e, nel 1894, l’esperto di folclore Joseph Jacobs scoprì la favola di Scrapefoot, un racconto con una volpe come antagonista. Scrapefoot aveva una sorprendente somiglianza con il racconto di Southey, e può essere derivata da una ancora più antica tradizione orale. Probabilmente nella sua stesura della storia, Southey confuse il termine “vixen” come volpe con quello di una astuta donna anziana.

Dalla sua prima pubblicazione il racconto ha subito due importanti modifiche nel corso degli anni. La prima riguarda la protagonista che da una donna anziana è diventata nel tempo una graziosa bambina, che ha cambiato numerose volte nome prima di arrivare nel 1904 ad essere chiamata Riccioli d’oro, mentre i tre orsi sono diventati papà, mamma e piccolo orso, benché la data di questo cambiamento sia oggetto di disputa: per alcuni si tratta del 1852, mentre per altri è il 1878, anno di pubblicazione della fiaba nei Racconti di Mamma Oca pubblicata da Routledge. La storia, inizialmente crudele, è diventata una favola dai risvolti minacciosi più blandi. La stessa Riccioli d’oro, a differenza della volpe e della vecchia delle storie originali, non muore mai in alcuna versione del finale. Nella maggior parte dei casi infatti la bambina impara la lezione e riesce a fuggire all’ira degli orsi. Nella versione della Mure della favola dei Tre Orsi, nel finale la vecchia veniva impalata sul campanile della chiesa di St. Paul. Anche il titolo della fiaba è stato rapidamente cambiato in Riccioli d’oro ed i tre orsi.

Riccioli d’oro e i Tre Orsi CARTONE ANIMATO

Riccioli d’oro e i Tre Orsi VIDEO FIABA SONORA

Riccioli d’oro e i Tre Orsi FIABA DA LEGGERE

C’erano una volta tre orsi: Uno era Minuscolo, un altro Grande e uno Grandissimo. Ciascuno aveva una ciotola per la colazione: il Minuscolo ne aveva una minuscola, il Grande una grande e il Grandissimo ne aveva una grandissima.

Avevano una sedia per sedersi. Il minuscolo aveva una sedia minuscola, il Grande aveva una sedia grande e il
Grandissimo ne aveva una grandissima.

Ed avevano anche un letto per dormire, il Minuscolo ne aveva uno minuscolo, il Grande ne aveva uno grande e il Grandissimo uno grandissimo.

Una mattina, dopo aver preparato il latte e averlo versato nelle ciotole, i tre Orsi andarono a fare una passeggiata nel bosco; aspettavano che il latte si raffreddasse, perchè non volevano scottarsi la bocca. Mentre camminavano nel bosco, una bambina che si chiamava Riccioli d’Oro giunse alla loro casa. Guardò prima dalla finestra, poi dal buco della serratura e, non vedendo nessuno nella casa, fece scorrere il catenaccio ed entrò.
Vide allora la colazione pronta sul tavolo. Prima assaggiò il latte dell’Orso Grandissimo ma era troppo caldo.
Poi assaggiò il latte dell’Orso Grande ma anche questo era troppo caldo. Si avvicinò poi alla ciotola dell’Orso Minuscolo e qui trovò che il latte non era nè caldo nè freddo ma era al punto giusto, così lo bevve tutto.
Poi Riccioli d’Oro entrò nel salotto e vide le tre sedie. Prima cercò di riposarsi sulla sedia dell’Orso Grandissimo, ma era troppo dura, poi provò la sedia dell’Orso Grande, ma era troppo soffice: la sedia dell’Orso Minuscolo, invece, era quella giusta. Riccioli d’Oro vi si sedette e la sfondò. Riccioli d’Oro entrò, poi, nella camera da letto e vide i letti dei tre Orsi. Dapprima si sdraiò sul letto dell’Orso Grandissimo, ma era troppo grande per lei. Poi si sdraiò sul letto dell’Orso Grande ma anche questo era troppo grande. Infine si sdraiò sul letto dell’Orso Minuscolo che non era nè troppo piccolo nè troppo grande, ma era quello giusto. Si avvolse nelle coperte e si addormentò tranquillamente.

I tre Orsacchiotti camminavano già da qualche tempo nel bosco quando, pensando che il latte si fosse raffreddato abbastanza, tornarono a casa per berlo. Riccioli d’Oro aveva lasciato il cucchiaio nella ciotola dell’Orso Grandissimo ed egli lo vide subito.
“Qualcuno ha assaggiato la mia colazione” disse l’Orso Grandissimo con la sua voce grossa e sgraziata.
Quando l’Orso Grande guardò la sua ciotola, vide che nella ciotola c’era il cucchiaio. “Qualcuno ha assaggiato la mia colazione” disse l’Orso Grande con la sua voce grande e forte. Poi anche l’Orso Minuscolo guardò la sua ciotola, vide il cucchiaio ma di latte non ce n’era neanche l’ombra!
“Qualcuno ha assaggiato la mia colazione e l’ha anche mangiata tutta!” gridò l’Orso Minuscolo con la sua voce minuscola.
Riccioli d’Oro non aveva sistemato bene il cuscino quando si era alzata dalla sedia dell’Orso Grandissimo e, quando egli ritornò nel salotto, se ne accorse subito.
“Qualcuno si è seduto sulla mia sedia!” disse l’Orso Grandissimo con il suo vocione.
Riccioli d’Oro aveva spinto giù il soffice cuscino della sedia grande.
“Qualcuno si è seduto sulla mia sedia!” disse l’Orso Grande con la sua voce grande.
“Qualcuno si è seduto sulla mia sedia e l’ha sfondata!” disse l’Orso Minuscolo con la sua voce minuscola.
I tre Orsi pensarono che sarebbe stato bene guardare in ogni angolo della casa, perciò entrarono in camera da letto.
Riccioli d’Oro aveva messo fuori posto il cuscino dell’Orso Grandissimo ed egli lo notò subito.
“Qualcuno si è sdraiato sul mio letto” disse l’Orso Grandissimo con la sua voce grossa e goffa.
E Riccioli d’Oro aveva lasciato fuori posto il cuscino del letto dell’Orso Grande.
“Qualcuno si è sdraiato sul mio letto!” disse l’Orso Grande con la sua voce grande.
E quando l’Orsacchiottino Minuscolo guardò il suo letto, vide che il cuscino era al posto giusto e che, sopra il cuscino, era appoggiata una testolina bionda.
“Qualcuno si è sdraiato sul mio letto ed ecco chi è” disse l’Orso Minuscolo con la sua voce minuscola.
Quando Riccioli d’Oro udì la voce minuscola dell’Orso Minuscolo, acuta e penetrante, si svegliò immediatamente.
E quando vide che i tre Orsi la guardavano, corse alla finestra e saltò giù.
Non si sa se Riccioli d’Oro trovò subito la strada per tornare a casa e se divenne meno birichina. I tre Orsi, però, non l’hanno più rivista.