Jean de La Fontaine

La vita e le fiabe di Jean de La Fontaine

Jean de La Fontaine, è ancora oggi famoso soprattutto per le sue Favole, divenute un classico della letteratura. Ispirate fortemente da quelle di Esopo e di Fedro, infatti nelle suo opere hanno come protagonisti gli animali, che simboleggiano difetti, vizi e virtù del genere umano.

Jean de La Fontaine

La vita e il carattere del poeta
Jean de La Fontaine visse nella Francia del Seicento. A quel tempo per fare carriera, o comunque per poter accedere a cariche importanti, bisognava avere l’appoggio dei nobili o del clero. Il nostro poeta, pur essendo un borghese, non dovette faticare molto perché le porte del successo gli si aprissero.
Nato a Château-Thierry nel 1621, aveva studiato teologia e riuscendo a ricoprire la carica d’ispettore delle acque e delle foreste, carica che gli era stata lasciata in eredità dal padre, secondo la consuetudine di quel periodo.
Nel 1658 si trasferì a Parigi, dove venne presentato da alcuni amici al sovrintendente alle Finanze, dal quale ottenne una pensione che gli permise di dedicarsi con maggiore assiduità ai suoi studi. Iniziò quindi a scrivere poemi, commedie per il teatro, romanzi e racconti. Questo durò per un po’ di tempo poi fece appello anche alla generosità di Luigi XIV, il quale ignorò le sue richieste. Nel 1664, grazie ai molti amici e amiche potenti da cui era circondato, riuscì a diventare gentiluomo al servizio della duchessa d’Orléans.
Da quel momento si offrì al poeta l’opportunità d’instaurare relazioni con l’alta società e con gli altri grandi scrittori francesi dell’epoca. Nel 1665 uscirono le opere che lo avrebbero reso famoso «Racconti e novelle» che destarono molto entusiasmo.
Nel 1668 pubblicò i primi sei libri delle Favole, nel 1679 gli altri cinque e l’ultimo nel 1694. In totale dodici libri, cui si aggiunsero altre raccolte di racconti e novelle. Il poeta morì a Parigi nel 1695.

La Fontaine era una persona sensibile, dotata di una fine ironia e di un acuto spirito di osservazione.
Nelle opere sue opere non cogliamo un riflesso della sua esperienza personale perchè il loro orizzonte è più ampio, in quanto vogliono dare un quadro della società francese dell’epoca ma anche della vita umana in generale.

Le favole sicuramente non brillano di originalità, infatti sono fortemente ispirate dalle opere classiche del greco Esopo e del latino Fedro, dai romanzi e dai racconti pieni di allusioni e metafore di origine medievale, dalle leggende di origine orientale.

Nelle favole gli animali rappresentano tutte le caratteristiche degli uomini di ogni epoca ma in particolar modo, nel mondo in cui vive il poeta. Egli osserva i vizi umani e li rappresenta metaforicamente nei comportamenti animali, vediamo che i re superbi e prepotenti sono rappresentati dal leone oppure le persone furbe e subdole sono rappresentate dalla volpe e così via.

Le favole di La Fontaine hanno la freschezza della sincerità e della genuinità. I versi sono fluidi e spesso liberi e irregolari, ma è proprio questo che permette al poeta di disegnare il suo stile fluido ed elegante, assecondando la sua fantasia e libera da schemi.

Come spesso accade ai grandi scrittori, anche La Fontaine è ricordato soprattutto per un’opera in particolare, ossia le Favole, divenute ben presto un classico per i ragazzi.

L’unica nota negativa che molti gli imputano è che lo scrittore alla fine di ogni storia inserisce la morale, questo potrebbe infastidire, perché toglie al lettore la libertà di darne egli stesso un’interpretazione.

Tra le sue favole più conosciute:

La cicala e la formica

La lepre e la tartaruga

La volpe e l’uva

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