Hans Christian Andersen

La vita e la fiabe di Hans Christian Andersen

Hans Christian Andersen, scrittore danese famoso per le sue fiabe dove la sua è una scrittura colloquiale dove vela degli insegnamenti morali.

Le sue opere appaiono innovative non solo nello stile ma anche nei contenuti: Andersen usò infatti un linguaggio quotidiano ed espresse nelle fiabe pensieri e sentimenti attraverso racconti di re e regine storici o leggendari, ma anche di animali, piante, creature magiche e persino di oggetti.

Andersen

H. C. Andersen nacque il 2 aprile del 1805 nei bassifondi di Odense, nell’isola di Fionia in Danimarca. Figlio di un calzolaio e una lavandaia. Fu questo luogo a fornire ad Andersen tutta una serie di stimoli che gli furono utili per la sua produzione letteraria: le abitudini popolari e le superstizioni, i vecchi racconti ascoltati dalle persone anziane.

Incoraggiato già da piccolo dai suoi genitori, componeva per se stesso le sue prime favole ed inscenava spettacoli di marionette. Il padre morì (nel 1816) quando lo scrittore era ancora piccolo, lasciando la famiglia in assoluta miseria. Così Andersen fu costretto a lavorare. La madre successivamente si risposò e divenne alcolizzata.

Nel 1819 il quattordicenne Andersen si trasferì da solo a Copenaghen, in cerca di fortuna. Qui, dopo vani tentativi per affermarsi nell’ambiente teatrale come attore, ballerino o cantante, trovò infine alcuni protettori che gli fecero avere una borsa di studio, consentendogli di riprendere così gli studi interrotti e di laurearsi.

Scrisse una collezione di poesie, quando si innamorò di Riborg Voigt, segretamente fidanzata con il figlio del farmacista locale che in seguito sposò nel 1831. Questo avvenimento si rivelerà per lo scrittore una terribile delusione d’amore, che lo accompagnerà per tutta la sua vita, infatti quando morì fu trovato con una lettera della donna.

Dal 1831 in poi, Andersen viaggiò molto, traducendo in racconti le impressioni e avventure che ogni luogo gli lasciava: Germania, Svezia, l’Italia, Spagna, Portogallo e Medio Oriente. Durante i suoi viaggi conobbe e frequentò molte persone famose dell’epoca come gli scrittori Victor Hugo, Balzac e Alexander Dumas, Charles Dickens e i fratelli Grimm, il filosofo Søren Kierkegaard, lo scultore Bertel Thorvaldsen, i musicisti Franz Liszt, Felix Mendelssohn-Bartholdy e Robert Schumann e la cantante lirica svedese Jenny Lind.

Fu proprio lei, Jenny Lind, l’ultimo amore non corrisposto di Andersen e L’usignolo è considerato un tributo proprio alla cantante, soprannominata “l’usignolo svedese”. Andersen non si sposò mai.

Il primo lavoro che rese famoso Andersen come romanziere fu L’improvvisatore (1835). Ambientato in Italia, racconta la vicenda autobiografica dell’integrazione di un ragazzo povero nella società del tempo. Il libro ottenne un successo internazionale mentre l’autore era ancora in vita e rimase il più diffuso di tutti i suoi lavori.

Lo scrittore divenne definitivamente noto come il padre della favola moderna ed esplorò nuove possibilità narrative, sia nello stile che nel contenuto, ed utilizzò idiomi e costruzioni della lingua parlata in un modo nuovo per la letteratura danese a lui contemporanea.
Egli introdusse l’ambiguità, diede voce a personaggi che spesso avevano un ruolo marginale, come i bambini e gli emarginati, che nei suoi racconti hanno la funzione di amplificare il pensiero dello scrittore sulle questioni morali.
L’identificazione di Andersen con gli emarginati e i meno fortunati rendeva le sue favole particolarmente avvincenti. In alcune delle sue storie, rivelavano un’ottica più che ottimista nel trionfo del bene sul male, come La Regina delle Nevi e Il brutto anatroccolo ed altre mancavano di lieto fine, come La piccola fiammiferaia.
Mentre con La Sirenetta, lo scrittore esprime il desiderio di una vita normale, che lui non aveva mai avuto la possibilità di vivere.

Le favole di Andersen furono tradotte in tutta Europa, le sue opere influezarono, diverse persone tra i quali: Charles Dickens, Willam Thackeray e Oscar Wilde, C.S. Lewis, Isak Dinesen, P.O. Enquist, la cui commedia, Rainsnakes, era incentrata su Andersen, Cees Noteboom e tanti altri.

Nel 1866 fu nominato Consigliere di Stato e la sua città natale, Odense, volle festeggiare l’avvenimento conferendogli la cittadinanza onoraria.
Hans Christian Andersen morì a Rolighed nella sua casa il 4 agosto dell’anno 1857 e fu sepolto, con tutti gli gli onori, a Copenaghen.
I manoscritti ed altri reperti originali dello scrittore sono ora conservati nella H.C. Andersen Hus di Odense, il museo a lui dedicato.

Tra le sue favole più famose troviamo:

Cinque In Un Baccello

I Fiori Della Piccola Ida

I Vestiti Nuovi dell’Imperatore

Il Brutto Anatroccolo

Il Soldatino di Piombo (o di Stagno)

L’Acciarino Magico

La Piccola Fiammiferaia

La Principessa sul Pisello

La Regina delle Nevi

La Sirenetta

Le Scarpette Rosse

Pollicina (o Mignolina)