Fedro

Fedro

Fedro è stato un favolista latino, nativo della Macedonia intorno al 20/15 a.C. e fu portato a Roma da giovanissimo come schiavo, infatti fu liberto di Augusto; poi sotto Tiberio subì le persecuzioni dei Seiano, che si era sentito colpito da qualcuna delle favole di più chiaro tono satirico; evidentemente riuscì a cavarsela; poiché continuò a scrivere fino al regno di Claudio.

Fedro introdusse nella poesia latina il genere della favola, riprendendo le favole esopiche cercando di adattarle all’ambiente romano. La sua opera non va però considerata come semplice rielaborazione di quella esopica.

Invenzione di Fedro sono gli aneddoti storici, le novelline e i racconti allegorici. L’accento pessimistico che colora la semplicità e la naturalezza dei suoi senari giambici è personalissimo. Nel prologo del I libro (dei 5 da lui scritti) l’autore afferma che lo scopo dell’opera è duplice: stimolare il sorriso e dare ammaestramenti morali.

Fedro

Il genere favolistico si trova praticato anche nei testi più antichi dell’umanità, quando si sia voluto rappresentare, attraverso un linguaggio semplice e metafore facilmente comprensibili, un principio di verità o un insegnamento morale. Anche l’utilizzazione, a questo scopo, di racconti i cui protagonisti siano animali, attribuendo loro peculiarità morali e caratteristiche comportamentali, accettate dall’universale immaginazione o quanto meno dal comune pregiudizio umano, risponderebbe alla necessità di esemplificare e rendere immediatamente assimilabile il messaggio contenuto nel racconto.

Fedro riconosce la propria dipendenza dall’opera di Esopo, dando tuttavia alle sue favole maggiore dignità letteraria, riscrivendole in versi senari. Le favole di Fedro hanno un doppio scopo: divertire il lettore con scene di carattere comico, ma anche suggerire “saggi consigli” per vivere.
Seppure questo umile ma dignitoso ed arguto favolista non abbia ottenuto fra i suoi contemporanei quel successo che avrebbe meritato, almeno presso il pubblico dotto, i suoi testi, riscoperti già nel Medioevo (molte le chiese in cui figurano bassorilievi raffiguranti le favole esopiche e fedriane) e successivamente nel XV secolo, furono ripagati da notevole fortuna in età moderna. Il favolista Jean de La Fontaine gli deve molto e le favolette di Fedro, per il loro stile semplice e i loro contenuti moraleggianti, ebbero notevole impiego, come già si è sottolineato, nell’insegnamento scolastico del latino.

Tra le sue favole più famose troviamo: